Abbondanza 03UN APPOSTAMENTO SINGOLARE

di MATTEO ABBONDANZA

Per cogliere questo momento ho impiegato oltre 1 ora, ma ho fatto davvero poca strada: ho scattato dal balcone di casa.

Tutti i pomeriggi, dopo le 17, questo ragazzo esce in cortile per giocare a pallone: a quell’ora non c’è nemmeno un filo di luce che possa rendere interessante un’eventuale foto.

Alle 11 di un sabato mattina, mentre sonnecchio sul divano, distinguo chiaramente il rumore del pallone: il ragazzo, per la prima volta, è in cortile in un orario in cui i palazzi di fronte creano un gioco di ombre magnifico.

Salto giù dal divano, mi precipito a prendere la Canon, esco in terrazzo, comincio a scattare come un pazzo verso il basso, facendo del vero contorsionismo: dopo 30 minuti e oltre 30 scatti ho ottenuto solo torcicollo, mal di schiena e nervosismo.

Mi armo di pazienza, entro in casa, prendo il cavalletto, uno sgabello, una birra e torno in terrazzo: monto la camera sul cavalletto, la punto verso il cortile, mi siedo sullo sgabello, osservo lo schermo lcd e, mentre sorseggio la mia Moretti, scatto ogni qual volta il ragazzo passa nel fascio di luce.

Dopo altri 30 minuti e altri 30 scatti, finalmente ottengo l’immagine che volevo: il giocatore che col movimento del corpo segue, quasi flirtando, il corridoio di luce, dribblandolo.

Soddisfatto, guardo il cavalletto, lo sgabello, la bottiglia di birra vuota e penso: “non è esattamente un appostamento da street photographer, ma visto il risultato… che importanza ha?”

Scatto di Matteo Abbondanza